Diossina: i consigli del mio Presidente!

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Non mi riferisco alla persona a cui state pensando voi: non è basso e non ha sempre il sorriso stampato sul volto.

Armando Zingales, presidente dell'Ordine Nazionale dei Chimici, commenta l'escalation di cibi inquinati da diossina (in realtà è una classe di composti a cui ci si dovrebbe riferire con il plurale, cioè "diossine").

Lo sottolineo perchè è raro che venga intervistato un chimico: in Italia la nostra professione è poco compresa ed apprezzata, sebbene sia antica ed importante. Quando ci sono tematiche "chimiche"  i media fanno riferimento all'ingegnere o al medico ... oppure, quando vogliono proprio esagerare col tono scientifico, al biologo. Pigrizia culturale. Ovviamente massimo rispetto per tutte le professioni cictate.

Riporto le dichiarazioni rilasciate ad AdnKronos:

Roma, 12 gen. (Adnkronos Salute) - Il rischio di acquistare alimenti contaminati da diossina in Italia è molto basso, dati i numerosi controlli a cui sono sottoposti tutti i cibi. Ma per limitare al massimo il pericolo, "è importante innanzitutto privilegiare cibi provenienti da una filiera corta, dei quali è più facile riconoscere l'origine. Il consiglio generale è poi quello di variare spesso tipo e fonti di prodotti alimentari".

Così il presidente del Consiglio nazionale dei chimici, Armando Zingales, interviene dopo l'allarme diossina proveniente dalla Germania, dove migliaia di allevamenti sono stati chiusi per contaminazione dei mangimi degli animali con questa sostanza. "Se ingerita in grandi quantità o anche in piccole dosi ma ripetute e quindi 'accumulate' nell'organismo, o ancora se la nostra pelle viene a contatto con essa - dice l'esperto all'Adnkronos Salute - la diossina può provocare intossicazione acuta e nel tempo tumori anche gravi. Si tratta infatti di una sostanza persistente e non biodegradabile. Non esiste una dose minima pericolosa, ma il rischio è direttamente proporzionale alla quantità con cui si viene a contatto. Il rischio è infine legato all'accumulo all'interno della filiera alimentare".

L'allarme tedesco, secondo l'esperto, non deve far preoccupare eccessivamente, ma nemmeno essere preso sottogamba. "Non tutti i cibi che consumiamo provengono dalla Germania e non tutti contengono diossina, questo è chiaro. Ma l'effetto 'accumulo' - avverte Zingales - deve essere tenuto in seria considerazione".

L'Italia ha comunque dalla sua un sistema di controlli molto efficace, "effettuati da professionisti che fanno capo a Ordini professionali, con un codice deontologico serio e che agiscono per conto dello Stato. Al contrario, in molti altri Paesi gli esami vengono effettuati dalle aziende stesse o da società e laboratori esterni. Qui da noi è difficile che un professionista metta una firma falsa su una certificazione di sicurezza: ci rimetterebbe la faccia". Certo, "esistono mercati paralleli che immettono in commercio alimenti contraffatti - assicura l'esperto - e su questo problema bisogna tenere gli occhi aperti".

Quello che i cittadini possono fare è comunque "variare il loro menu, non scegliendo sempre gli stessi cibi, conservati dallo stesso supermercato e prodotti dalla stessa ditta".

 

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