Calabria: tanto verde, tanto mare e tanti strani casi di tumore!
Un'altra bella estate in calabria. Le mangiate, il mare, gli amici. L'impressione di una terra che cerca di puntare finalmente sul turismo vendendo l'immagine di regione incontaminata, abitata da persone semplici che, con poche industrie e pochi collegamenti con il nord produttivo e produttore di rifiuti è riuscita a mantenersi "immacolata". Ma è una finta....o forse peggio, una farsa orchestrata ad arte. Ero bambino e già sentivo di leggende che parlavano di camion che la notte arrivavano dalla Germania e dalla Francia carichi di liquami radioattivi e sversati tra le montagne dell'aspromomnte. Sentivo i nonni che bofonchiavano di una terra violentata, perchè povera, che stava diventando l'immondezzaio d'europa, in un gioco in cui s'illudeva di guadagnarci l'ndrangheta, ma in realtà ci perdevano tutti. Sono cresciuto ed ho cominciato ad interessarmi di chimica ed ambiente. Mentre in tutta italia le diverse ARPA si occupavano di disciplinare un settore per decenni lasciato in un far west normativo, in Calabria l'ARPA (denominata poi ARPACAL) continuava ad esistere solo sulla carta o in qualche delibera regionale. Le ARPA sono state costitute alla fine degli anni '90. In Calabria hanno di fatto cominciato a lavorare (forse) solo da un paio di anni. Intanto continuano i sospetti, le leggende (direi metropolitane...ma di metropoli in calabria non ce ne sono!). Quella di Ciminà, in provincia di Reggio Calabria: i casi di tumore in continuo aumento, gli abitanti che smettono di bere l'acqua della fontana del paese che fino a qualche mese prima vedeva davanti in fila tante persone che arrivavano per prendere dell'"acqua buona"!. Adesso ogni due case si conta un malato di tumore, chi ha un pezzo di terra ci lascia marcire sopra l'orto per paura che ci cresca solo roba avvelenata. Dicono che sia venuta l'ARPACAL ed abbia detto che va tutto bene. La leggenda delle discariche abbusive della 'ndrangheta: il cuore della calabria è duro e difficile da raggiungere come quello dei , tanti, criminali che la governano e la sfruttano. Si racconta che anche oggi continuano ad arrivare fusti di rifiuti industriale dal nord italia, in un traffico organizzato e ben strutturato in cui tutti sembrano guadagnarci: il nord smaltisce a poco, la criminilità guadagna senza costi. Peccato che poi la robbaccia percoli nella falda sottostante e sulla scia dei paesini che si trovano sopra, tante famiglie, sicure di mangiare e bere solo cose genuine, vedano ammalarsi i propri cari di cancro. S.M.
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