Autorizzati a bere acqua tossica?

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Ritorniamo, dopo due post sull'argomento (1 e 2), sulla questione dell'acqua con concentrazioni pericolose di arsenico in alcune zone d'Italia, in particolare il Lazio.

In alcuni comuni della regione a partire da agosto sono state inviate ai cittadini degli "Avvisi": riportiamo a destra quello del Comune di Faleria (clicca sulla foto per ingrandirla). Ci è stato consegnato da un suo cittadino che non riusciva a comprenderne il significato.

Il significato dell'avviso è  all'incirca: "Siete autorizzati a bere l'acqua di Faleria......ma solo sino al 31/12/12!".

Ma nel suo linguaggio burocratico, non chiarisce il dubbio il più importante:  è sicura l'acqua di Faleria?

Riassumiamo velocemente l'intera faccenda:
  • Con il Decreto Legislativo n.31 del 2/02/01 entra in vigore in Italia la nuova direttiva europe sulla qualità dell'acqua potabile: la Direttiva Europea 98/83/CE (Drinking Water Directive, DWD) . Questa impone dei limiti molto più restrittivi su diversi parametri chimici rispetto alla precedente Direttiva 80/778/ EC. Siamo all'inizio del 2001.
  • La massima concentrazione di arsenico consentita nell'acqua potabile diventa 10 μg/litro (dal limite di 50 μg/litro stabilito dalla Direttiva 80/778/ EC). La motivazione di questa restrizione è motivata dai numerosi studi scientifici che hanno dimostrato l'elevato rischio di tumore associato all'esposizione di livelli di arsenico superiore ai 10 μg/litro.
  • L'Italia non è a norma: non lo è con l'arsenico, ma neanche con altre sostanze chimiche. Ed è un problema che riguarda molte aree del Paese.  
  • L'Italia allora prende tempo, le Regioni  chiedono deroghe all'Europa per l'attuazione delle direttive (facoltà prevista dalla stessa direttiva 98/83/CE). L'Europa concede le deroghe  per un periodo di tempo non superiore ai 3 anni (oltre il quale si comprometterebbe la salute dei cittadini). Questo periodo deve essere utilizzato per far rientrare le concentrazioni tossiche nel limiti di legge.
  • Ma l'Italia non si attiva su questo fronte e allo scadere della prima deroga, chiede una seconda, e poi una terza. Questo vale per molte regioni, da nord a sud. Il primato va alla Campania: in deroga permanente da 7 anni,  dal 2002 non riesce a fare rientrare i livelli di fluoruri.  Ma l'elenco è lungo: il Lazio vi compare dal 2006 (fluoro, arsenico, vanadio e boro oltre i limiti), la Toscana dal 2003 (prima magnesio e solfati, poi arsenico, boro e trialometani, cui si sono aggiunti i cloriti), la Lombardia dal 2004 (arsenico) come il Piemonte (arsenico e nichel, rientrato nel 2008) e la Puglia (cloriti fino al 2006 e trialometani).
  • L'italia è il paese delle deroghe, delle norme transitorie che rimangono definitive sino a quando la situazione non diventa insostenibile e scandalosa.
  • Nel febbraio del 2010 il Lazio ha bisogno della terza deroga per il problema dell'arsenico ma anche del boro e dei fluoruri. Sono passati 9 anni dal recepimento della direttiva europea..... molto più di un "periodo temporaneo" che non comprometta la salute dei cittadini. L'Italia chiede il "permesso" all'Unione Europea per questa ennesima deroga, che anche stavolta non riguarda solo il Lazio: con lettera del 2 febbraio 2010 l'Italia ha chiesto una terza deroga per alcune forniture di acqua in 5 regioni (Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Umbria) e 2 province autonome ( Trento, Bolzano).
  • Per il Lazio la richiesta riguarda l'arsenico (per valori di 20, 30, 40 e 50 μg/litro), il boro (per valori di 2 e 3 mg/litro) e i fluoruri (per valori di 2,5 mg/litro). I valori limite della normativa sono di 10 μg/litro per l'arsenico, di 1 mg/litro per il boro e di 1,5 mg/litro per i fluoruri (direttiva 98/83/CE).
  • La commissione europea boccia la richiesta (link) e scoppia lo scandalo. Improvvisamente l'opinione pubblica si rende conto che sta bevendo acqua tossica ma, cosa ancora più grave, probabilmente l'acqua è tossica da molti, moltissimi, anni.
  • La gente ha paura e chiede controlli più severi. Vuole essere informata e rassicurata. Alcune sostanze, l'arsenico in primis, evoca paure antiche. Il panico arriva anche nelle carceri, dove non è tanto facile scegliere quale acqua bere.
  • Alcune ASL rendono pubblici i nuovi controlli eseguiti sull'acqua potabile, ed escono fuori dei risultati che lasciano estereffatti.
  • Ad esempio i risultati delle rilevazioni di arsenico nell'acqua della provincia di Viterbo (qui i dati pubblicati dall'ASL): la maggioranza dei comuni supera il limite dei 10 μg/litro, molti superano i 20 µg/litro, sino ai 42 µg/litro di Capranica, 45 µg/litro di Civita Castellana, 66 µg/litro per Fabbrica di Roma! Quello del comune di Fabbrica di Roma è un valore superiore non solo ai limiti imposti dall'attuale direttiva europea ma anche di quella precedente (50 μg/litro stabilito dalla Direttiva 80/778/ EC).
  • In questo trambusto, la Regione Lazio emette un decreto in cui autorizza i cittadini a bere l'acqua nei comuni in cui la concentrazione di arsenico non supera di 20 μg/litro (ad esempio il comune di Faleria), sempre prendendo come riferimento la Direttiva Europea 98/83/CE  che permette di estendere il limite di arsenico ai 20 μg/litro per un periodo temporaneo.

 

Questi sono i fatti. Un giro di carte che alle persone interessano poco.

Rimangono alcuni grossi dubbi:Dinosauro beve acqua all'arsenico a Faleria

1. Poichè la tossicità dell'acqua di Faleria è dovuta all'origine vulcanica del suolo,è possibile che anche i dinosauri  (foto a destra) abbiano avuto il problema dell'arsenico nell'acqua! Il "periodo transitorio" di deroga concesso dalla direttiva europea alla Regione Lazio dovrà durare ancora qualche milione di anni o c'è intenzione di trovare soluzioni che abbassino i livelli?  E' possibile associare l'esposizione cronica all'arsenico dei cittadini laziali ai numerosi casi di tumore? Probabilmente si! Se fate un giro nel viterbese (io l'ho fatto)  sentirete parlare di "troppi" casi tumore (anche nei giovani), nonostante sia una provincia di campagna con aria buona, cibo sano e ritmo di vita tranquillo, insomma dovrebbero vivere cent'anni anzichè combattere con i tumori!

2.  Perchè nessuno si era mai accorto che i valori dell'acqua superano di gran lunga quelli dettati dalle norme europee (attuali e precedenti) tipo il sopracitato Fabbrica di Roma con 66 μg/litro? Nessuno aveva mai fatto controlli? Se sono stati fatti, perchè non è stato lanciato l'allarme e non si è provveduto ad informare la cittadinanza nè a prendere in seria considerazione soluzioni o provvedimenti?

3. Ci si può fidare delle autorità preposte ai controlli (ASL,  Agenzie di Protezione dell'Ambiente, etc) che hanno avvisato i cittadini soltanto in questi ultimi 2 anni perchè costrette dall'Europa e che hanno visto soluzioni soltanto in deroghe su deroghe?

 

E' troppo restrittivo il limite 10μg/litro di arsenico nell'acqua potabile?

Da diversi anni le istituzioni scientifiche di tutto il mondo stabiliscono che il limite massimo di arsenico nell'acqua debbe essere quello di 10 μg/litro. L'Europa si è limitata ad adeguarsi agli standard internazionali.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, nella pagina del sito sito dedicata all'inquinamento da arsenico (link), permette di scaricare le "Linee Guida per la Potabilità dell'Acqua - Edizione 2i004": ecco le pagine sull'arsenico. Indica come concentrazione da non superare 10 μg/litro e avverte sui rischi potenzialmente elevati (non ancora sufficientemente studiati) derivanti dalla lunga esposizione a concentrazioni basse.

Anche l'Agenzia Statunitense per la Protezione Ambientale dedica ampia attenzione al problema dell'arsenico nell'acqua potabile: ecco la pagina dedicata. Indica come concentrazione da non superare 10 μg/litro.

 

Quali sono gli effetti di un'intossicazione da arsenico?

L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha rilasciato nel 2009 un "Parere scientifico sull’arsenico negli alimenti" (allegato anche in pdf).

Citiamo testualmente dal documento:

Negli esseri umani, l’arsenico inorganico solubile viene assorbito rapidamente e quasi completamente dopo l’ingestione. Una volta assorbito, l’arsenico si distribuisce a quasi tutti gli organi e supera agevolmente la barriera placentare (trasferendosi al feto, ndr). Nuovi dati hanno dimostrato che l’arsenico inorganico provoca tumore ai polmoni e alle vie urinarie, oltre che alla cute. Inoltre, è stata osservata una serie di effetti nocivi a livelli di esposizione inferiori a quelli esaminati dal JECFA (Comitato di esperti della FAO e della WHO, ndr). I principali effetti nocivi segnalati, che si associano all’ingestione a lungo termine di arsenico inorganico da parte di esseri umani, sono lesioni cutanee, tumori, effetti tossici sullo sviluppo, neurotossicità, malattie cardiovascolari, anormale metabolismo del glucosio e diabete. Si fanno più frequenti i dati che segnalano impatti negativi sullo sviluppo fetale e infantile, soprattutto con la riduzione del peso alla nascita;

L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare nell'indicare le concentrazioni limite di arsenico nell'acqua potabile fa proprio (vedere il testo integrale in inglese) il parere del Organizzazione Mondiale della Sanità (limite di 10 μg/litro).

 

 

AllegatoDimensione
Decreto del Presidente della Regione Lazio n. T0258 del 29/07/201179.78 KB
Avviso alla cittadinanza di Faleria115.26 KB
World Health Organization: Guidelines for drinking water quality - Arsenic57.63 KB
Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare: Parere scientifico sull'arsenico negli alimenti1.37 MB
Directiva Unione Europea 98/83/EC 293.56 KB
Decisione della Commissione Europea sulla richiesta di deroga ai limiti di arsenico nell'acqua potabile - Ottobre 2010315.96 KB
World Health Organisation Guidelines for Drinking Water Quality, 3° edizione con 1° e la 2° appendice - 20083.11 MB

ci sono tanti modi di

ci sono tanti modi di eliminare l'arsenico dall'acqua, ne discutiamo anche in una sezione del forum: dovrebbe essere eliminato assieme agli altri inquinanti dal gestore dell'acquedotto oppure ci sono anche dei macchinari casalinghi (attenzione ai ciarlatani, quelli che funzionano bene sono molto pochi!!)

Ma il punto è un altro: per decine di anni abbiamo continuato a bere acqua tossica e nessuno ce l'ha detto.

Chi abita in quelle zone ed ha un tumore è quindi leggittimato a credere che la colpa possa essere dell'acqua che beve da quando è nato.

E' molto grave e triste.

Era anche superiore ai 50 microgrammi/litro previsti dalla precedente normativa e nessuno ci ha mai avvertito: non hanno fatto i controlli o (molto più probabile) li hanno fatti ma ne hanno nascosti i risultati.

Ci possiamo ancora fidare delle autorità?

 

Insomma l'unica soluzione è

Insomma l'unica soluzione è comprare acqua minerale?? Possibile che non ci sia un modo alternativo? E' giusto pagare la fornitura di acqua non potabile???

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