Sostanze Ototossiche

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Un sostanza (o più in generale agente) è definita ototossica  se un’esposizione ad essa causa una riduzione della capacità uditiva.  La sostanza inalata o assorbita attraverso la pelle raggiunge parti sensibili per l’udito attraverso il flusso sanguigno.

Il danno non si manifesta soltanto come bassa percezione dei suoni (suoni percepiti a basso volume) ma può essere inficiata anche la capacità di discriminare suoni diversi, col risultato di sentire i suoni distorti oltre che ad un volume più basso di quello reale.

La riduzione alla capacità uditiva è l’effetto di un danno all’apparato uditivo (principalmente coclea) oppure come risultato di un’azione neurotossica della sostanza. In alcuni casi (ad esempio esposizione al monossido di carbonio e acido cianidrico) è dimostrato che il meccanismo di generazione del deficit uditivo passa attraverso la formazione di radicali liberi che diventano i principali agenti ototossici. Comunque i meccanismi di azione per molte sostanze non sono noti.

Mentre è ben conosciuta l’ototossicità di molti farmaci, è solo da pochi anni che si è iniziato a studiare in modo sistematico l’ototossicità delle sostanze chimiche utilizzate negli ambienti di lavoro. Sotto molti aspetti (meccanismi di azione, interazione col altri fattori ambientali, sinergia tra sostanze diverse ed agenti fisici) è un campo ancora ampiamente da esplorare.

 Le sostanze imputate sono principalmente solventi organici, metalli pesanti, pesticidi ed alcuni gas. Sostanze comunque considerate tossiche (con effetti tossici diversi dal danno uditivo) al di sopra di determinate concentrazioni ma ad oggi non monitorate nella loro azione ototossica.

Nella normativa sul rumore, infatti, non esistono dei valori limiti di concentrazione che facciano riferimento all’azione ototossica, anche perché non esistono al momento sufficienti studi scientifici che possano offrire dei riferimenti certi. La normativa sul rumore fa solo riferimento alla necessità di valutare l’esposizione al rumore anche in sinergia all’ambiente di lavoro, citando tra le possibili variabili anche l’esposizione ad agenti ototossici.

Il danno uditivo si presenta se l’esposizione a queste sostanze avviene a concentrazioni sufficiente alte: che possono anche inferiori a quelle a cui la sostanza è considerata tossica sotto altri aspetti (nel caso di sostanze aerodisperse come i solventi, i TLV, Threshold Limit Value, dell’AC-GIH).

Ma è stato anche dimostrato che l’azione ototossica delle sostanze chimiche viene amplificata dalla presenza di rumore (anche a livelli relativamente bassi, ad esempio inferiori agli 85dBA fissati dalla normativa come soglia di sicurezza) e dalla presenza contemporanea di più sostanze ototossiche (fonte).

Da notare che, come riportato in diversi studi, i più comuni pericoli che si presentano simultaneamente negli ambienti di lavoro sono proprio rumore e agenti chimici pericolosi. Solo per citare gli USA: 10 milioni di persone sono esposte a solventi in luoghi di lavoro dove anche il rumore è presente oltre la soglia di rischio (fonte).

Il vero problema è che in mancanza ancora di dati precisi le sostanze imputate quindi continuano ad essere impiegate a concentrazioni a cui posso svolgere un’azione ototossica, pur essendo permesse dalla generica normativa sulle sostanze pericolose.

Anche perché l’ototossicità di una sostanza (e quindi la sua concentrazione dannosa per l’udito) è influenzata dal livello di rumore coesistente e dalla presenza di altre sostanze ototossiche. Per cui è si tratta di elaborare delle tabelle incrociate (lavoro complesso e lungo) che prevedano eventualmente anche l’abbassamento della soglia nociva di rumore (fissata ad 85 dBA) in funzione della concentrazione di sostanze ototossiche presenti.

Sono indispensabili nuovi studi che identifichino nuovi limiti integrati, sostanze chimiche/rumore.

Quello che ancora manca è inoltre l’individuazione di test audiologici più efficaci nell’evidenziare l’insorgenza del danno uditivo causato dagli agenti chimici. Gli attuali test sono troppo lunghi e complessi e richiedono necessariamente ambienti specialistici: ne servirebbero di speditivi da applicare su larga scala nelle realtà produttive (fonte).

 

Sostanze chimiche da monitorare

Durante il Workshop del ente statunitense National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) tenutosi nel 2002 sull’argomento, è stata stilata la seguente lista di agenti ototossici da monitorare nei luoghi di lavoro in quanto dimostrati essere agenti ototossici (fonte):

 

Solventi

  • Toluene
  • Stirene
  • Xilene
  • N-Esano
  • Etil-benzene
  • White Spirits/Stoppard (solvente paraffinico per pitture )
  • Solfuro di carbonio
  • Combustibili
  • Percloroetilene

Gas asfissianti

  • Monossido di carbonio
  • Acido cianidrico e suoi sali

Metalli

  • Piombo e derivati
  • Mercurio e derivati

Pesticidi

  • Paraquat
  • Pesticidi Organofosforici

 

A questi il PhD Thais C. Murata ha aggiunto in un suo articolo (link) anche:

  • Arsenico e derivati
  • Manganese e derivati

Anche se ancora mancano delle tabelle di riferimento, alcuni enti nazionali si sono comunque mossi per sensibilizzare le ditte a minimizzare l’esposizione dei lavoratori verso queste sostanze soprattutto in contemporanea presenza con livelli rilevanti di rumore.

L’ente francese National Safety for the Prevention of Occupational Accidents and Diseases (INRS), equivalente al nostro ISPESL, ha pubblicato una guida sull’argomento (scarica qui).

L’INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) ha organizzato un workshop dedicato alla “Esposizione combinata ad Ototossici e Rumore" da cui è stato estratto e pubblicato un documento informativo (scarica qui).

Gli “apripista” in questo campo sono stati gli scienziati del NIOSH ed in particolare Thais C. Morata, di cui riportiamo in allegato diversi articoli.

 

Fonti scaricabili:

 

Ultime notizie:

"L'acufene si cura con il pino" La Stampa del 18/10/10

 

AllegatoDimensione
INAIL: Workshop "Ototoxic and exposure noise" 09/20102.57 MB
"Interaction between Noise and Chemicals" Thais C. Morata 2010.pdf83.38 KB
Dispensa IRNS su "Rumore ed agenti ototossici" (in francese)375.53 KB
Workshop NIOSH - "Chemical Exposure as a Risk Factor" Thais C. Morata 200386.62 KB
Workshop NIOSH - "Chemical induced Hearing Loss"di Thais C. Morata912.98 KB

io,dopo un esame di medicina

io,dopo un esame di medicina nucleare'pet' notai subito un abbassamento di udito con vari disturbi  ,la cosa mi viene di nuovo ,perchè io da diversi anni vengo sottoposta a quest'esame,quindi credo che la somministrazione del glucosio radioattivo non è stato adatto al mio peso attuale,che cosa mi potete consigliare?

 

un mio amico cominciò

un mio amico cominciò d'improvviso a soffrire di acufeni....sentiva suoni non non c'erano e i suoni veri li sentiva forti e distorti.... un dramma, non aveva ami pace e la notte era un tormento, non dormiva mai..fece un sacco di cure. Poi è guarito non si sa bene come, ma non si è mai capito come e perchè gli fosse venuto: non aveva avuto traumi nè preso mai farmaci particolari ad di fuori dei soliti (antibiotici, antiinfiammatori, etc...): forse sono stati proprio quest'ultimi.... bisogna stare attenti a tutto!!

anche in questo caso immagino

anche in questo caso immagino le varie interazioni tra agenti ototossici anche in casa o comunque in un contesto non profesisonale: ascoltare la musica ad elevato volume (magari con le cuffiette) + uso di farmaci ototossici (es qualche antiotico, o antinfiammatorio) + qualche solvente usato in casa (come detergente o diluente per pittura o cosmetico)....... risultato: acufene, labirintite, suoni distorti etc.....

Le sinergie tra agenti tossici amplificano sempre il danno: il risultato sarà superiore (cioè peggiore) della somma dei contributi. Esempio tipico ed arcidimostrato: sigarette+inquinamento, o sigarette+solventi

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