Salvia Divinorum - Smart Drugs

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Nome: Salvia divinorumSalvia divinorum

Famiglia: Labiatae

Genere: Salvia

Specie: Salvia divinorum Epling & Jativa

Sinonimi: Hojas de Maria, Yerba Maria, Hierba de la pastora, Ska Maria pastora, Magic Mint, Diviner’s mint

Provenienza: Messico

Principio attivo: Salvinorina A, (altri principi determinati quali Salvinorina B-F sono farmacologicamente

inattivi. La salvinorina A è la principale molecola farmacologicamente attiva della Salvia divinorum. La concentrazione di questo principio

attivo può variare tra gli 0,89 ed i 3,7 mg/g di foglie (peso secco). La Salvinorina A è un neoclerodano diterpene (probabilmente

l’unico terpenoide psicoattivo noto) chimicamente unico nel suo genere, rappresentando il solo agonista non azotato

ad oggi conosciuto selettivo per i recettori oppioidi kappa. La Salvinorina A ha una struttura chimica differente rispetto a quella

degli altri allucinogeni naturali (N,N-dimetiltriptamina, psilocibina, mescalina).

 

Uso storico

 La Salvia divinorum è conosciuta ed utilizzata dagli sciamani delle popolazioni mazateche della regione di Oaxaca da molti

secoli. I mazatechi ne conoscono le proprietà allucinogene e la utilizzano sia nelle iniziazioni sciamaniche, sia durante le cerimonie

di guarigione. Colui che viene iniziato alle pratiche sciamaniche deve seguire un percorso che lo avvicina alle divinità,

dapprima attraverso il consumo della salvia, poi attraverso il consumo dei semi della Rivea corymbosa, ed infine attraverso il

consumo dei funghi allucinogeni. Gli indiani mazatechi attribuiscono alla Salvia nomi che ricordano il suo legame con la

Vergine Maria (Ska Maria Pastora, hojas de Maria, Yerba Maria), della quale la pianta viene ritenuta essere l’incarnazione (7).

Tradizionalmente in Messico vengono utilizzate le foglie fresche che vengono masticate in un luogo buio e silenzioso fino a

quando si manifestano le visioni: allora lo sciamano- guaritore è in grado di scoprire, mediante il contatto con il soprannaturale,

le cause delle malattie, di predire il futuro, di rispondere ad importanti questioni (scoprire i colpevoli di crimini o semplicemente

ritrovare oggetti smarriti). La Salvia divinorum è inoltre utilizzata per il trattamento di numerose patologie, quali cefalea,

reumatismi, gonfiore addominale, diarrea.

 

Uso attuale

Venduta fino al 2005 (anno in cui fu inserita nella tabella I di cui all’art.14 del DPR n.309/90) negli “smart shop”, la Salvia

divinorum viene consumata in diversi modi: le foglie fresche possono essere masticate o utilizzate per preparare un te; le foglie

essiccate possono essere masticate o fumate (11). Alcuni studi propongono un’estrazione liquida del principio attivo (in isopropanolo)

per ottenere una tintura madre di grande potenza ed efficacia (in quest’ultimo caso la Salvinorina A può essere vaporizzata

ed inalata).

 

Legislazione

Con il Decreto Ministeriale n.11 del gennaio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.54 del 7 marzo 2005, l’Italia ha provveduto

ad inserire la Salvia divinorum e la Salvinorina A, nell’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope, in tabella 1 di cui

all’articolo 14 del DPR n.309/90. Attualmente, in molti stati dell’Europa, America ed Asia l’utilizzo della Salvia Divinorum

non è vietato poichè nè l’intera pianta nè alcuna parte dei suoi costituenti sono inserite nell’elenco delle sostanze sottoposte a

controllo. In particolare, gli Stati Uniti consentono la detenzione e la commercializzazione della Salvia (ad eccezione della

Louisiana e di una città nel Missouri, St. Peter); in Europa, l’utilizzo della Salvia è proibito in Danimarca, Finlandia, Spagna e

Belgio. È inoltre proibita in Australia e nella Corea del Sud.

 

Proprietà farmaco-tossicologiche

Gli effetti allucinogeni della Salvia divinorum sono da attribuire alla Salvinorina A, il principale costituente della pianta, identificato

da Ortega ed isolato da Valdes nei primi anni ’80. La potenza farmacologica della Salvinorina A può essere paragonata

a quella degli allucinogeni sintetici LSD (dietilamide dell’acido lisergico) e DOB (4-bromo-2,5-dimetossifenilisopropilamina),

rispetto ai quali si differenzia per un diverso meccanismo d’azione. Il composto infatti è un potente agonista dei recettori

kappa (k) per gli oppioidi, la cui stimolazione sembra essere correlata agli effetti psicotropi associati al consumo di estratti

di Salvia divinorum. Inoltre studi effettuati sia in vitro che in vivo hanno dimostrato che la Salvinorina A non ha alcuna affinità

per i recettori serotoninergici 5-HT2A, che rappresentano invece il principale target molecolare degli allucinogeni classici

(LSD, N,N-dimetiltriptamina, psilocibina, mescalina). In aggiunta, è stata anche dimostrata la totale mancanza di affinità della

Salvinorina A nei confronti di altri bersagli molecolari quali recettori accoppiati a proteine G, trasportatori e canali ionici (15,16).

La somministrazione per via inalatoria di 200 - 500 μg di Salvinorina A pura causa la comparsa di allucinazioni; gli effetti

insorgono dopo circa 30 secondi dall’inalazione, raggiungono una fase di plateau in 5 - 10 minuti e scompaiono dopo 20 -

30 minuti.

Il quantitativo di principio attivo presente nelle foglie varia tra 0,89 e 3,7 mg/g di peso secco. In genere queste concentrazioni,

contenute in 1 g di foglie, sono sufficienti a indurre effetti psicoattivi.

Nella medicina popolare, assunta a bassi dosaggi (4-5 paia di foglie fresche o essiccate), la Salvia divinorum è stata utilizzata

come tonico (per combattere la fatica) e come forma di panacea, vero e proprio medicamento al quale sono state attribuite proprietà

magiche. Gli infusi di più grandi quantità della pianta (20-60 paia di foglie fresche) invece, agiscono da allucinogeni.

Le allucinazioni sono solitamente visive, uditive e tattili e comportano visioni di superfici bidimensionali, ritorno a luoghi del

passato (soprattutto dell’infanzia), sensazioni di movimento (di essere tirati o torti da una qualche forza sconosciuta), sensazioni

di perdita del corpo o della propria identità, risa isteriche e incontrollabili e distorsioni della percezione della realtà (sensazioni

di trovarsi in più luoghi nello stesso istante).

Gli estratti di Salvia divinorum sembrano possedere anche proprietà antidepressive. Questo effetto pare trovare conferma dalla

osservazione che gli agonisti selettivi del recettore k per gli oppioidi possono esercitare effetti antidepressivi. In letteratura viene

riportato il caso di una ragazza di 26 anni affetta da depressione nella quale è stata osservata una remissione dei sintomi depressivi

in seguito all’assunzione di Salvia divinorum.

Un’altra potenziale applicazione terapeutica della Salvinorina A potrebbe riguardare il trattamento di patologie caratterizzate da

disturbi della percezione, quali schizofrenia, disturbi bipolari e malattia di Alzheimer (5,15).

Infine, uno studio recente ha dimostrato che la somministrazione di estratti standardizzati di Salvia divinorum nel porcellino

d’india esercitano a livello dell’ileo un effetto inibitorio sulla trasmissione colinergica enterica. Alla base di questo effetto farmacologico

sembra esserci l’attivazione da parte della salvinorina A dei recettori k pregiunzionali. Gli agonisti dei recettori

oppioidi infatti inibiscono il rilascio di acetilcolina da parte dei neuroni del plesso mioenterico attenuando così le contrazioni

della muscolatura liscia longitudinale. I risultati ottenuti in questo studio forniscono una base razionale all’uso tradizionale della

pianta nel trattamento della diarrea.

 

Effetti avversi

Non esistono ad oggi studi scientifici che riportino effetti indesiderati conseguenti all’uso della Salvia divinorum. Esiste comunque

un “Information Bulletin” sulla pianta edito dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (19), nel quale si trovano elencati

gli effetti avversi conseguenti all’uso prolungato dei suoi estratti. Tali effetti comprendono: depressione, schizofrenia e flashback

negativi (effetti simili a quelli riportati per l’LSD). Questo stesso bollettino informa inoltre che produzione, distribuzione e

abuso della Salvia divinorum o della Salvinorina A non sono perseguiti negli Stati Uniti, sebbene ci sia una volontà da parte del

Congresso di includere la pianta ed il suo principio attivo nel “Controlled Substance Act”.

Sono stati anche riportati fenomeni, soggettivi e non, quali: nausea, incoordinazione motoria, vertigini, riduzione della frequenza

cardiaca e sensazioni di freddo.

Sotto effetto della salvia è possibile incorrere in una serie di rischi correlati ad una alterazione della percezione dell’ambiente

circostante (può essere per esempio rischioso stare vicini alle finestre). Mescolare la Salvia divinorum con altre sostanze ne

rende imprevedibili gli effetti.

 

 

Fonte: Manuale sulle Smart Drugs del Ministero della Salute

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