Radon, il killer silenzioso nelle nostre case

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Il radon (o rado, precedentemente niton) è l'elemento chimico che nella tavola periodica viene rappresentato dal simbolo Rn e numero atomico 86. Scoperto nel 1898 da Pierre e Marie Curie, è un gas nobile e radioattivo che si forma dal decadimento del radio (con espulsione di un nucleo di elio), generato a sua volta dal decadimento dell'uranio.

Il radon è un gas molto pesante, pericoloso per la salute umana se inalato. L'isotopo più stabile, il Rn 222 ha una vita media di 3,8 giorni e viene usato in radioterapia.

Uno dei principali fattori di rischio del radon è legato al fatto che accumulandosi all'interno di abitazioni diventa una delle principali cause di tumore al polmone. Si stima che sia la causa di morte per oltre 20.000 persone nella sola Unione Europea ogni anno ed oltre 3.000 in Italia.

Polonio e bismuto sono prodotti, estremamente tossici, del decadimento radioattivo del radon. Il radon è un elemento chimicamente inerte (in quanto gas nobile), naturalmente radioattivo. A temperatura e pressione standard il radon è inodore e incolore. Nonostante sia un gas nobile alcuni esperimenti indicano che il fluoro può reagire col radon e formare il fluoruro di radon.

Il radon è solubile in acqua e poiché la sua concentrazione in atmosfera è in genere estremamente bassa, l'acqua naturale di superficie a contatto con l'atmosfera (sorgenti, fiumi, laghi...) lo rilascia in continuazione per volatilizzazione anche se generalmente in quantità molto limitate.

D'altra parte, l'acqua profonda delle falde, può presentare una elevata concentrazione di Rn 222 rispetto alle acque superficiali. In Italia l'ente preposto alla misura del radon nelle abitazioni e nei luoghi chiusi sono le ARPA, a cui si può fare riferimento per adottare provvedimenti di bonifica nei casi di superamento dei limiti di legge.

Poiché il radon è un gas radioattivo, può risultare cancerogeno se inalato, in quanto emettitore di particelle alfa. La principale fonte di questo gas risulta essere il terreno (altre fonti possono essere in misura minore i materiali di costruzione, specialmente se di origine vulcanica come il tufo o i graniti e l'acqua), dal quale fuoriesce e si disperde nell'ambiente, accumulandosi in locali chiusi ove diventa pericoloso.

Si stima che sia la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta, ed alcuni studi evidenziano sinergie fra le due cause. L'isotopo più significativo per la dose dell'uomo è il Radon 222, che ha un periodo di dimezzamento di 3.82 giorni. Esso deriva, per decadimento alfa, dalla catena di decadimento dell'Uranio 238 e del Radio 226.

Il radon, in generale, ha una grande volatilità e inerzia chimica: per cui, difficilmente reagisce con altri elementi, e tende a risalire in superficie. Il radon e i suoi discendenti nella catena di decadimento a loro volta emettono particelle alfa e un'elevata densità di radiazioni ionizzanti. I livelli di guardia sono 150 Bq/m3, corrispondenti a circa 4 pCi/l (pico Curie per litro) 1 . Il becquerel (simbolo Bq) è l'unità di misura del Sistema internazionale dell'attività di un radionuclide (spesso chiamata in modo non corretto radioattività), ed è definita come l'attività di un radionuclide che ha un decadimento al secondo.

 Più alta è la concentrazione nell'ambiente più alto è il rischio di contrarre il tumore.

Decadimento del RadonUn metodo immediato per proteggersi dall'accumulo di questo gas è l'aerazione degli ambienti, soprattutto nei casi in cui questi siano interrati o a contatto diretto col terreno. Questa tecnica risulta spesso però insufficiente o inefficace e, specialmente nei mesi invernali dispendiosa in termini di riscaldamento dei locali. La prima cosa da fare, nei casi in cui si sappia di essere in una zona a rischio, è di effettuare delle misurazioni di concentrazione presso la propria abitazione atte a determinare se questo problema esiste veramente. Infatti non è sufficiente sapere che edifici vicini al nostro sono contaminati da radon poiché l'emissione di questo gas dipende da numerosissimi fattori, difficilmente determinabili a priori.

Secondo alcuni il radon sarebbe una possibile ipotesi per spiegare scientificamente la maledizione di Tutankhamon, anche se questa ipotesi risulta essere estremamente improbabile e non avvalorata da alcun riscontro scientifico. Nelle situazioni in cui dopo aver effettuato una misurazione si dovesse rivelare una concentrazione di radon superiore ai livelli di riferimento è opportuno effettuare degli interventi di bonifica.

Ci sono interventi di facile realizzazione e poco invasivi per gli edifici ed altri via via sempre più pesanti. Alcuni interventi sono volti a limitare o eliminare i punti di infiltrazione, ma di solito si consiglia sempre di accompagnare questi rimedi con metodi di depressurizzazione del suolo per impedire la risalita del gas, in quanto i primi da soli risultano generalmente insufficienti. Un rimedio immediato, anche se non sempre efficace, consiste nel continuo ricambio d'aria degli ambienti. Una corretta quanto continua ventilazione può contrastare gli accumuli del gas che tendono a far aumentare la concentrazione di radon negli ambienti.

Oggi è possibile effettuare uno screening autonomo dei propri locali attraverso dei dosimetri economici. In Italia non c'è ancora una normativa per quanto riguarda il limite massimo di concentrazione di radon all'interno delle abitazioni private. Si può fare riferimento ai valori raccomandati dalla Comunità Europea di 200 Bq/m3 per le nuove abitazioni e 400 Bq/m3 per quelle già esistenti. Una normativa invece esiste per gli ambienti di lavoro (Decreto legislativo n° 241, del 26/05/2000) che fissa un livello di riferimento di 500 Bq/m3.

 Livelli di Radon rischiosi in casaPer le scuole non vi sono indicazioni ma si ritiene per il momento di poter assimilare una scuola ad un ambiente di lavoro. Molti paesi hanno adottato valori di riferimento più bassi: Stati Uniti: 150 Bq/m3, Regno Unito: 200 Bq/m3, Germania: 250 Bq/m3 La Svizzera ha invece optato per un valore limite prescrittivo di 1000 Bq/m3 e un valore operativo (raccomandato) di 400 Bq/m3, mentre le scuole, per la presenza di bambini e giovani, sono state considerate alla stregua di locali abitativi. In ogni caso i valori medi misurati nelle regioni italiane variano da 20 a 120 Bq/m3.

 E’ impossibile determinare la presenza del gas Radon senza l’ausilio di strumentazione adeguata. Si può comunque presumere la sua presenza in un edificio quando si verificano una o più delle seguenti condizioni:

  • Costruzioni situate in regioni ad alto rischio (Lazio, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Campania) per la natura geomorfologica del terreno (individuabili dalla cartina di  sopra).
  • Edifici costruiti su terreni ricchi di tufo, pietre di origine vulcanica, o in aree limitrofe a vulcani attivi o spenti.
  • Edifici costruiti utilizzando tufo, pietre laviche o cementi pozzolanici.
  • Locali interrati, seminterrati o situati ai piani bassi degli edifici e non attrezzati con idonei impianti di ricambio dell’aria a livello del pavimento.
  • Edifici costruiti su fondamenta prive di vespaio areato.
Cartina del rischio radon
Mappa in Italia della radioattività da gasRadon (Bq/mc)

Come proteggersi? 

Dal radon ci si può difendere in diversi modi in funzione della sua concentrazione e quindi del grado di rischio.

  • Soprattutto se abitate in una zona a rischio (Lazio, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Campania), chiedete all'Arpa di fare un controllo dell'edificio, in particolare ai piani più bassi: vi rilascerà un certificato di analisi sulle concentrazioni di radon.
  • Se la presenza di radon nel vostro appartamento è ridotta, è sufficiente aerare frequentemente i locali: il tasso di gas diminuirà notevolmente.
  • Se l'inquinamento da gas radon è notevole, è prudente ricorrere a una bonifica dell'appartamento. Rivolgetevi a professionisti, che sappiano identificare le migliori misure da adottare. 

 

Collegamenti esterni:

 

AllegatoDimensione
ARPA Lazio - Brochure Radon: Numero Verde e Assistenza65.58 KB
ARPA Lazio - Guida al pericolo Radon nel Lazio701.66 KB

Per legge sono loro l'ente

Per legge sono loro l'ente preposto a simili controlli!!! provi a mandargli una richiesta per iscritto, vediamo se hanno il coraggio di metterlo nero su bianco che non è di loro competenza! ...comunque se ritiene di essere in una situazione a rischio (locale seminterrato, zona ad elevato valore medio di radon, come da cartina sopra indicata) può comprare un kit su internet.....anche su ebay si trovava qualcosa tempo fa...non costa molto.

Ho chiamato l'arpa a Brescia

Ho chiamato l'arpa a Brescia per informarmi sull'argomento e per effettuare una misurazione e la risposta é stata che non si occupavano di questa cosa. Purtroppo é una questione seria ma non siamo ne informati ne tutelati. Italian style insomma. 

Lazio e Lombardia sono le

Lazio e Lombardia sono le regioni con piu casi di tumori in Italia! Radon che esala dal terreno e arsenico contenuto nelle acque sommati all'inquinamento dell'aria nei centri urbani e industriali possono essere una bella spiegazione.

E' un'immagine drammatica ma le statistiche parlano chiaro, i morti e i malati ci sono e in gran numero. Ma se la tossicità deriva dalla natura del terreno e delle acque, come ci si può salvare?

mah...

non se ne parla veramente mai del radon!!!...anche se a guardare la cartina sembra che le zone più esposte siano principalmente il lazio ed il friuli.. tanto di qualcosa bisogna pur morire...morire di radon è almeno un pò più originale che di sigarette o schiantato in auto!!! non ti pare? comunque complimenti oer il sito...

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