Pangasio: pesce economico ma troppi pericoli

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Il Pangasio è probabilmente il pesce più economico che possiamo trovare in commercio. Ha pochi grassi ed è ricco di omega 3.

Inoltre possiede un sapore delicato ed ha poche spine.

Per queste ragioni è molto diffuso nelle mense pubbliche: dalle scuole, alle aziende e ospedali.

In un precedente articolo abbiamo spiegato quanti additivi chimici, legali e non, vengono aggiunti al pesce fresco e congelato per mantenerne compatte le carni e farle apparire più fresche.

Il Pangasio è sicuramente uno tra i pesci più "additivati" proprio perchè ha le carni molto tenere e non avendo spine rischia di scomporsi facilmente.

Ancora più importante è sapere che quasi tutto il Pangasio proviene  da allevamenti situati nel delta del fiume Mekong in Vietnam, uno dei fiumi più inquinati del mondo.

Il fiume Mekong attraversa diversi paesi asiatici che scaricano nelle sue acque senza la tutela ambientale che esistono nei paesi più progrediti. 

Il Mekong, dall’altopiano del Tibet, attraversa la provincia cinese dello Yunnan, il Myanmar, la Thailandia, il Laos, la Cambogia e il Vietnam: gli scarichi industriali sono più di 200.

Il Wwf internazionale ha già da tempo lanciato l’allarme sulle condizioni del fiume e sulla presenza di antibiotici nelle acque dove viene allevato il pangasio .

Il problema di fondo è che il pesce allevato in quelle zone non subisce controlli alimentari severi: viene allevato, pescato ed inviato sulle nostre tavole senza filtri. Paradossalmernte il pesce pescato ed allevato nelle nostre acque §(molto più pulite) subisce molti più controlli. Cioè viene controllato quello che probabilmente è più sicuro e non viene controllato quello che probabilmente non lo è. I paradossi della globalizzazione.

Poi c'è il discorso "mistificazione". Il pangasio ha un sapore delicato e quindi è spaccibile  pesci più pregiati. E' frequente che nei ristoranti senza scrupoli, ordiniamo sogliola e ci arrivi sul piatto il pangasio (ma sullo scontrino il prezzo è quello della sogliola).

Spesso non ha l’etichetta regolamentare, perchè forse la gente non lo comprerebbe.

Sono cose risapute da tempo ma su cui molti tendono a minimizzare poichè d'altronde gli interessi economici in gioco non sono modesti: il pangasio viene distribuito in tutto il mondo con un giro d'affari rilevante.

La novità di oggi  che è che un'associazione di consumatori, Assoconsum, lancia il suo allarme.

In una nota il suo responsabile legale, Aldo Perrotta dichiara:

"Assoconsum prosegue la propria attività di informazione dei consumatori sui rischi sempre più diffusi legati ai prodotti alimentari. Stando agli esiti di una ricerca condotta sulla distribuzione alimentare, sconsigliamo agli italiani di mangiare il pesce pangasio. Le analisi alle quali sono state sottoposte varie confezioni comprate in numerosi supermercati e negozi italiani, continua Perrotta, hanno evidenziato che questo pesce proveniente dal Vietnam, dalle foci del fiume Mekong, uno dei 5 fiumi più inquinati del mondo, è trattato probabilmente con l'E451 (trifosfato di sodio o di potassio) un additivo chimico utilizzato per poter mantenere compatte le carni (essendo praticamente un pesce privo di lische). Questo additivo è gravemente dannoso per la salute in quanto ostacola l'assorbimento dei minerali da parte del nostro organismo. E' pertanto necessario eliminare dalle mense scolastiche e dal commercio questo pesce poiché, è sicuramente economico, ma anche dannoso per la salute".

L'osservazione sul pericolo dell'E451 di Assoconsum è correttissima: i polifosfati sono pericolosi poichè  interferiscono con diversi processi metabilici , tra cui quelli di assorbimento di sostanze nutritive e sali minerali.

Sono aggiunti al pangasio perchè trattengono l'acqua, tengono compatte le carni ed hanno anche un'azione antimicrobica (per inedire che "vada a male").

E poichè sono presenti in molti alimenti il rischio di accumulo nell'organismo è elevato.

Una volta ne erano piene le carni insaccate, ora il consumatore ci sta attento (e di conseguneza le ditte si sono adeguate) e credo che tutti noi quando compriamo il prosciutto cotto o i wrustel scegliamo sempre quelli con la scritta "senza polifosfati aggiunti".

Impariamo a leggere bene le etichette anche del pesce surgelato o decongelato venduto al banco del fresco: se il pesce è decongelato deve essere esposto il cartellino del prodotto con indicati gli additivi (nel congelato ci sono quasi sempre).

Nel pangasio si trova sempre indicato nell'etichetta la presenza di E451, E452 (sempre classe dei polifosfati). Talvolta anche di E331, E332 (citrati).

Fatevi un giro al supermercato e controllate nel banco dei surgelati. Fate le fotto delleetichette delle confezioni e postatele come commento all'articolo.

Un altro rischio proviene dai mangimi dati al pangasio: non si nulla in merito. Assoconsum sostiene che gli siano somministrate farine provinete dal Perù (dove i controlli sono scarsi). Altri sostengono che gli vengano dati scarti di lavorazione dello stesso pesce, sempre senza controlli.

 I prezzi (risalenti al 2008) sono comunque incredibilmente bassi.

Prezzo all’importazione 1,8 dollari al chilo, 1,3 milioni di tonnellate ogni anno nella Ue passando dall’Olanda.

Un consiglio: se vogliamo risparmiare sul pesce compriamo una trota di allevamento. E' italiana 100% e costa pochissimo. Ma soprattutto stiamo attenti a cosa mangiano i nostri bambini alle mense scolastiche.

 

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Utente sconosciuto

cacchio... mia mamma compra sempre il pangasio, ma non sa di nulla

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