Fenciclidina - PCP
TIPOLOGIA: Il PCP (Fenciclidina), sintetizzato alla fine degli anni '50, fu introdotto in anestesia nel 1963. Si tratta di un anestetico che agisce provocando dissociazione fra mente e corpo e dunque eliminando il dolore pur permanendo un certo grado di coscienza. Già nel 1965 l'uso clinico d tale sostanza fu proibito, a causa degli effetti determinati sui pazienti: terrorizzanti esperienze extra-corporee, deliri, stati confusionali, distorsioni sensoriali. Tuttavia la relativa semplicità di produzione ne determinò il rapido riapparire sul mercato illegale.
MODALITA' D'USO: si presenta in varie forme, dalle pastiglie alle polveri, capsule, liquidi. Viene generalmente ingerito, fumato o inalato. Particolarmente pericoloso è il suo uso per via iniettiva.
EFFETTI: Si tratta di un potente stimolante che altresì provoca notevoli alterazioni percettive e dello stato di coscienza. Il PCP può anche determinare difficoltà nell'articolazione del linguaggio e nella coordinazione motoria, sonnolenza, nausea, vomito, amnesie temporanee, allucinazioni, spasmi muscolari, convulsioni, paralisi, coma.
DANNI ALLA SALUTE: Il suo uso prolungato può sfociare in uno stato confusionale permanente. I fenomeni di overdose possono tradursi in attacchi cardiaci e ictus cerebrali. I postumi dell'uso di PCP sono particolarmente pesanti: possono prolungarsi per vari giorni con forte affaticamento fisico, gravi alterazioni del ritmo veglia sonno, depressione, attacchi di panico, paranoia. Il PCP si accumula nelle membrane adipose del cervello e può determinare episodi di fashback a distanza di tempo, come l'LSD. Molto gravi possono essere le conseguenze dell'uso di PCP da parte di persone con fragilità psicologiche.
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