Stevia, il dolcificante perfetto: dobbiamo fidarci?
Sta insidiando il dominio assoluto esercitato per decenni nel mercato dei dolcificanti da Aspartame, Sucralosio e Saccarina, tutti dolcificanti sintetici.
Ai più il nome di questa pianta non dirà molto, ma la Stevia è stata in questi anni al centro di un acceso dibattito tra una grande schiera di sostenitori in tutto il mondo e le istituzioni scientifiche.
La Stevia (nome generico con cui si indica più precisamente la Stevia Rebaudiana Bertoni) contiene gli Stevioli Glicosidici, responsabili della dolcezza dei suoi estratti.
Sono costituiti da:
- 5-10% Stevioside (250–300 volte più dolce del saccarosio)
- 2-4% Rebaudioside A il più dolcificante (350–450 volte più dolce del saccarosio), anche chiamata Rebiana
- 1-2% Rebaudioside C
- 0,5 -1% Dulcoside A.
Volendo fare un paragone: l’aspartame è 200 volte più dolce del saccarosio.
La Stevia è un arbusto sudamericano che è stato usato per secoli dalla popolazione nativa di Paraguay e Brasile per addolcire le loro infusioni di erba Mate.
I problemi nascono nei primi studi per valutarne la sicurezza come additivo alimentare:
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Uno studio del 1985 dimostra che un sottoprodotto (lo steviolo) dello Stevioside e Rebaudioside
(entrambi estratti dalla pianta) è mutageno. La ricerca è molto criticata per come sono state condotte le prove sperimentali. - Gli studi successivi sono contraddittori. Alcune ricerche dimostrano che Steviolo e Stevioside sono dei “deboli” mutageni: 1, 2. Altri, in numero maggiore, dimostrano la totale assenza di effetti secondari negativi: 3.
- Nel 2006 World Health Organization (WHO) ha effettuato una valutazione dei recenti studi sperimentali sullo Stevioside e Stevioli condotti su animali ed esseri umani ed ha concluso che “Stevioside e Rebaudioside A non sono genotossici né in vitro né in vivo e che la genotossicità dello Steviolo e di alcuni suoi sottoprodotti seppur dimostrata in vitro, non si è espressa in vivo” (7). Il report non trovato evidenza di cancerogenicità. Anzi ha rilevato che “la Stevioside ha mostrato alcune evidenze di effetti farmacologici in pazienti con ipertensione o con Diabete Mellito di tipo 2”. Il Comitato di Esperti sugli Additivi Alimentari del WHO ha quindi determinato una DGA (Dose Accettabile Giornaliera) di Stevioli Glicosidici sino a 4 milligrammi per kilogrammo di peso corporeo (8).
- Nell’Aprile del 2010 l’EFSA accetta e sottoscrive come innocuo la DGA di 4 milligrammi per kilogrammo di peso corporeo per gli Stevioli Glicosidici, sottolineando però che tale limite può essere facilmente superato dagli adulti sia dai bambini se tali dolcificanti vengono impiegati ai massimi livelli proposti dalle multinazionali alimentari.
- Nel 2008 viene pubblicata su Food and Chemical Toxicology una review che analizza tutti gli studi sino a quel momento effettuati sulla Stevioside: 14 su 16 studi effettuati non mostrano effetti genotossici della Stevioside ed 11 su 15 studi non mostrano attività genotissica per lo Steviolo, nessuno studio dimostra la genotossicità del Rebaudioside A.
- Nel Gennaio del 2011 l’EFSA rifà i calcoli e rivede la valutazione dell'esposizione dei consumatori ai Stevioli Glicosidici. Cioè secondo loro il limite di DGA a 4milligrammi sarebbe comunque superato dai consumatori se gli estratti di Stevia fossero usati massicciamente nei prodotti alimentari, ma meno di quanto pensavano prima. Per i forti consumatori le stime di esposizione riviste ai Stevioli Glicosidici restano superiori all'DGA stabilita di 4 mg per kg di peso corporeo. Per i bambini (di età compresa tra 1 e 14 anni) l'esposizione varia da 1,7 a 16,3 mg/kg p.c./giorno; e per gli adulti le stime di esposizione riviste variano da 5,6 a 6,8 mg/kg p.c./giorno.
Su alcuni effetti positivi dell’alimentazione a base di Stevia, tutti sembrano essere d’accordo: per colori che sono affetti da diabete (4) o da ipertensione (5, 6).
Molte sono le multinazionali che stanno investendo sulla Stevia.
In testa c’è la Merisant, il leader mondiale nel settore dei dolcificanti: tutti i brand più famosi dei prodotti dolcificanti sono suoi (Misura, Equal quelli diffusi in Italia).
La Merisant (società fondata dalla Monsanto) da diversi anni investe sulla Stevia e possiede già un ricco patrimonio di ricerca riguardanti l'applicazione degli estratti di Stevia.
Ma ci sono anche i colossi delle bibite gassate, Coca-Cola e Pepsi (già pronte da anni con i loro brevetti a base di Stevia: TruVia e PureVia, già approvati dalla FDA statunitense), oltre alle multinazionali delle merendine e degli altri cibi di plastica.
Un mercato enorme che finalmente potrà attrarre i delusi dell’aspartame (da cui oramai anche il consumatore più ottuso sta alla larga per paura di beccarsi un tumore) e degli altri dolcificanti sintetici.
Ma la FDA (Food and Drug Administration degli USA) ha mantenuto sempre un atteggiamento molto cauto con la Stevia.
Formalmente non ha mai approvato l’uso dell’intero estratto della pianta (9): si è limitata a dichiarare di considerare sicuro il Rebaudioside A purificato al 97% (10) (assegnandogli la sua l’etichetta di “GRAS”, Generally Recognized as Safe) ed ha approvato i due brevetti delle super-multinazionali delle bibite, la Truvia della Coca-Cola e la PureVia della Pepsi-Cola, entrambe a base di Rebaudioside A.
PureVia e Truvia sono già molto venduti negli USA. Ora si attende l’approvazione in Europa del Rebaudioside A che sancirà l’inizio dell’invasione della Stevia nel nostro continente.
La Stevia è stato bandita dall’Unione Europea nel 2000: con la Decisione 2000/196/EC è stato vietato l’uso alimentare degli estratti della pianta e delle foglie.
Va controcorrente la Francia, che ha già autonomamente approvato il Rebaudioside A puro al 97% (11).
L’autorizzazione europea al Rebaudioside A arriverà presto, molti pensano già entro il 2011.
Il mercato europeo sarà invaso, come è stato per gli Usa, da prodotti a base di Stevia: bibite, merendine, dolci, etc…
Sarà pubblicizzato come il dolcificante perfetto: naturale (che per molti equivale a sicuro) e privo di calorie. Forse con un gusto un po’ diverso dallo zucchero comune (il saccarosio) e dagli altri dolcificanti, ma a cui presto ci abitueremo.
Va bene così? Possiamo consumare Stevia a volontà senza preoccupazione?
Direi proprio di no. Le incognite rimangono, soprattutto sul lungo periodo e per i forti consumatori.
Probabilmente è un dolcificante migliore di altri, soprattutto se sintetici. Ma non bisogna credere ciecamente all’equivalenza naturale=sicuro. Perché il mondo della natura è pieno di veleni e tossine potentissimi.
I dolcificanti non sono indispensabili. Se il problema sono le calorie, meglio una alimentazione più equilibrata con meno zucchero: il gusto si abitua presto ai cibi meno dolci.
Fonti esterne
- European Stevia Association
- SteviaSideEffetc.org
- DGA (dose giornaliera accettabile) di un additivo alimentare
- 729 letture


Buongiorno ai lettori. Vorrei
Buongiorno ai lettori.
Vorrei commentare l'articolo rettificando alcuni errori e completare l'informazione dello stesso. L'estratto dolcificante approvato in Francia è lo stesso autorizzato con decreto sulla Gazzetta ufficiale il 12/11/2011 ed è lo stevio glicoside (non il Rebaudioside A).
Il Reb A è l'ulteriore estratto dallo stevioside ed è il responsabile della dolcezza della pianta. Quindi, dal 5 dicembre 2011 anche l'Europa potrà consumare questo prodotto. Questo per completezza dell'informazione. Per quello che riguarda la sicurezza della pianta e dei suoi estratti, voglio solo informarvi che la stevia viene utilizzata come pianta da epoche precolombiane. Che tutto il mondo (a parte l'Europa) utilizza le foglie per fare tè e tisane (in Giappone è in uso dal 1970).
Questo potrebbe bastare per decretare finalmente la sicurezza della pianta? Non uno, dicansi uno, caso di effetto collaterale si è avuto in chicchessia per l'utilizzo della pianta dal 1900 ad oggi (dati medici). La spiegazione del fatto che la stessa fosse stata a suo tempo ritenuta "velenosa" lo si deve ad una denuncia (guarda caso anonima) fatta alla FDA americana. La quale FDA ne ha quindi bloccato l'uso seguita a ruota dalla sua "pecora" Unione Europea. I motivi ?
Beh .... se aveste la pazienza di sbirciare tra le biblioteche universitarie ed ospedaliere scoprireste gli studi che dimostrano come, alcune varietà di Stevia, abbiano la capacità di obbligare il pancreas a produrre insulina.Immaginate che aiuto potrebbe essere per coloro che soffrono di diabete mellito tipo 2. Ma la Stevia è una pianta che si può coltivare quasi ovunque. Quindi non è brevettabile. Quindi non si deve sapere che fa bene. Quindi la si deve eliminare.
Questi sono i motivi per cui la pianta è stata bandita dal mercato. E non pensiate che i signori della Coca Cola abbiano a cuore la vostra salute. Dopo aver propinato per anni un veleno come l'aspartame (di cui per inciso se ne conosceva la pericolosità già alla sua uscita) adesso se ne escono con il Truvia un miscuglio di ingredienti che della stevia hanno solo il disegno della foglia sulla confezione. Provate a chiedere la formula a lor signori. Vi diranno che vi è in sequenza: eritritolo più del 90% , additivo saporizzante e, per finire, un grammo di rebaudioside A.
Vale a dire che se io, in un impasto di pane normale, ci metto un chicco di sesamo alla fine posso chiamare il mio pane, integrale. Siamo seri per favore ! La stevia e i suoi estratti portano solo benefici ma devono essere usati puri e non mescolati con prodotti che di naturale hanno poco a che vedere (informatevi su come si estrae l'eritritolo).
Provate ad acquistare lo stevioside nei maggiori siti internet. Vi arriverà un prodotto simile allo zucchero: cristallizzato. Niente di più lontano dalla forma reale dello stevioside che è come il latte polvere con un peso specifico bassissimo e dal colore tra avorio chiaro e bianco. Questo è quello che purtroppo ha portato la disinformazione sistematica fatta negli anni su questa meraviglia della Natura. Non fatevi più imbrogliare: adesso potete informarvi presso importesperia@interfree.it per conoscere tutto sulla pianta e sui suoi estratti.
Un cordiale saluto
Davide
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