



Dalle analisi condotte sul latte materno di due donatrici, una residente e Savarna e l'altra a Porto Corsini (provincia di Ravenna), emergono valori di
diossina molto elevati.
Dovrebbe essere nullo o quasi (considerando lo beve un neonato) ed invece nel latte della madre di Savarna sono stati rilevati 23,4 picogrammi di diossina per ogni grammo di massa grassa, in quello della madre di Porto Corsini 15,7. Anche se numericamente sono numeri molto piccoli, rappresentano concentrazioni di diossina molto pericolosi: sono, ad esempio, più di quattro volte il limite di legge stabilito per il latte di mucca (quello che noi usiamo come alimento) che è di 6 picogrammi.
Lo rileva una
nota del Movimento 5 Stelle e di altre associazioni (fra cui
l'Associazione naturista, Ravenna Viva, Legambiente Circolo Matelda, il Comitato Articolo 32).
I valori emersi "evidenziano sforamenti del triplo e del quadruplo rispetto a quelli necessari per ritirare dal mercato il latte vaccino; emergono valori altamente superiori ai
2 picogrammi per kilogrammo indicati dall'Organizzazione mondiale della sanità come limite di assunzione massima".
Per i grillini "occorre promuovere altre ricerche scientifiche, questa volta doverosamente compiute a cura degli enti pubblici, senza gravare sui bilanci di sodalizi di privati cittadini".
In un ordine del giorno, il gruppo consiliare grillino ha chiesto l'intervento immediato del Dipartimento di Sanità pubblica dell'Asl e dell'Arpa per effettuare verifiche analitiche sul pericolo diossina.
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