Cannabis

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CannabisNOMI IN GERGO: Maria, erba, ganja, skunk, fumo, cioccolato, marocchino.

 

CHE COS’È: la canapa indiana è una pianta originaria dell’Asia centrale da cui si ricavano hashish e marijuana. La marijuana si ricava dalle foglie e dai fiori essiccati, l’hashish è invece ottenuto dalla resina delle infiorescenze femminili. Il maggiore responsabile degli effetti psico-attivi della cannabis è il Delta-9-Tetra-Idro-Cannabinolo, comunemente conosciuto con la sigla THC. Tale sostanza è prevalentemente contenuta nella resina che riveste le infiorescenze femminili ed è questo il motivo per cui l'hashish (prodotto proprio a partire dalla resina) ha maggiore potenza psicoattiva della marijuana. Ancora più concentrato l'olio di hashish, ottenuto mediante la distillazione di quest'ultimo e che consiste in una sostanza scura e fluida.

 

FORME NEL MERCATO CLANDESTINO: si presenta sotto forma di erba secca, the, piccoli blocchi, in polvere o olio. Si può fumare, inalare, bere e anche mangiare sotto forma di dolce.

 VIE DI ASSUNZIONE: l’hashish viene per lo più miscelato al comune tabacco e assunto in maniera analoga per via inalatoria. Talora assunto per questa via sotto forma di tisane, torte o altri alimenti

 

  EFFETTI:    II derivati della cannabis adoperati per finalità psicoattive vengono generalmente introdotti nell'organismo per via inalatoria (fumo) e in questo caso gli effetti iniziano a manifestarsi in pochi minuti dall'assunzione. Il picco massimo di concentrazione plasmatica del principio attivo è raggiunto in circa dieci minuti per poi decrescere completamente nel giro di due o tre ore. Nel caso in cui il THC venga ingerito (misto ad altri alimenti o in forma di infuso mescolato al thé) gli effetti si manifestano in ritardo (iniziando dopo 45 - 120 minuti a seconda che lo stomaco sia o meno vuoto) e hanno una durata prolungata. Gli effetti psicologici che vengono sperimentati dai consumatori di hashish e marijuana sono piuttosto influenzabili dal "set" e dal "setting", cioè dalla personalità, dalle aspettative e dalle motivazioni dei consumatori e dalle condizioni ambientali e sociali connesse all'uso. Gli stessi effetti consistono fondamentalmente in alterazioni dell'umore e delle percezioni (pur se in maniera meno accentuata, in quest'ultimo ambito, rispetto ad allucinogeni come l'LSD o la Mescalina).

 

 

Gli effetti fisiologici dei derivati della cannabis possono essere considerati sia per ciò che riguarda le modificazioni a breve termine, che in una prospettiva di lungo periodo. Nel primo caso si segnala tachicardia, vasodilatazione, aumento della salivazione e della sensazione di fame, irritazione delle congiuntive (i classici occhi arrossati costituiscono uno dei principali segni esteriori del consumo, insieme al tipico atteggiamento fatuo), riduzione dei tempi di reazione, incertezza nell'equilibrio e nel coordinamento psico-motorio; possono anche verificarsi episodi di cefalea e di tosse. A lungo termine possono verificarsi alterazioni del sonno, congiuntiviti, bronchiti e anche alterazioni immunologiche.

Anche nel caso degli effetti psicologici, può essere opportuno distinguere quelli immediati da quelli di più lungo periodo. Tra i primi si segnalano la dilatazione della percezione del tempo, l'incremento dell'intensità e della vivacità degli stimoli sensoriali e delle percezioni, anche legate alla memoria. Ciò può essere accompagnato da condizioni mentali di benessere ed euforia, loquacità, rilassamento, disinibizione. A lungo termine possono evidenziarsi instabilità dell'umore, trascuratezza personale, passività, apatia, demotivazione, calo nella capacità di tollerare frustrazioni, deficit della memoria e dell'attenzione.

Si segnalano inoltre, non di rado, reazioni psicologiche negative all'assunzione di derivati della cannabis. Ciò, verosimilmente, anche in relazione alle condizioni personali di chi effettua l'esperienza. Tali reazioni possono tradursi in irritabilità, piccole manie di persecuzione, confusione, ansia, disorientamento fino a episodi disforici, reazioni di panico, veri e propri episodi psicotici di vario genere.

 DANNI ALLA SALUTE:  La consuetudine nell'uso di derivati della cannabis si ripercuote in alterazioni del metabolismo cellulare, nello sviluppo fetale, nella motilità degli spermatozoi, nella funzione vascolare, nell'istologia dei tessuti cerebrali e nel sistema immunitario. Per quanto riguarda l'apparato respiratorio si può assumere che il "peso" di uno spinello sia paragonabile a quello di 4 sigarette.

Recentemente si assiste al dibattito circa il possibile inserimento della cannabis nella farmacopea, relativamente al suo possibile utilizzo in medicina, con particolare riferimento al trattamento del dolore, dell'inapettenza e anche in oculistica. Ciò non deve far dimenticare che l'eventuale impiego clinico di sostanze farmacologicamente attive non è da collegare ad usi "ricreativi" delle medesime. Ciò anche (e soprattutto) in considerazione del fatto che molti indizi suggeriscono estrema cautela nell'uso di sostanze, come la cannabis, capaci di alterare la coscienza, la personalità e altre funzioni fisiologiche.

 DOSI: circa 1 gr.

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