Ayahuasca (Banisteriopsis caapi e Psychotria viridis) - Smart Drugs
Nome: Banisteriopsis caapi (Spr. ex Briesb) Famiglia: Malpighiaceae
Genere: Banisteriopsis L
Specie: Banisteriopsis caapi (Spr. ex Griesb)
Sinonimi: Daime, Yajé, Natema
Provenienza: regioni tropicali dell’America Meridionale
Principio attivo: armina, tetraidroarmina, armalina.
Nome: Psychotria viridis
Genere: Psychotria
Sinonimi: chacruna
Famiglia: Rubiaceae
Specie: Psychotria viridis
Provenienza: foreste pluviali dell’America Meridionale.
Principio attivo: N, N-dimetiltriptamina; armina, tetraidroarmina.
Con il termine “Ayahuasca” le popolazioni indigene del bacino del Rio delle Amazzoni sono soliti indicare una bevanda dai
poteri magici e curativi, che viene prodotta miscelando diverse piante: classicamente si tratta di un decotto a base di
Banisteriopsis caapi e Psychotria viridis. Le due piante si distinguono per il contenuto di principi attivi: mentre la Psychotria
viridis contiene dimetiltriptamina (DMT), la Banisteriopsis caapi contiene alcaloidi dell’armala (Peganum harmala o Ruta
siriana): armina, tetraidroarmina, armalina. Gli indigeni sono soliti utilizzare, per la preparazione del decotto, la porzione
lignificata e polverizzata delle liane di Banisteriopsis caapi assieme alle foglie di Psychotria viridis. Dall’analisi fitochimica
delle due specie, risulta come il contenuto medio di principi attivi sia il seguente: 1) Psychotria viridis: DMT pari a 7,50
mg/g peso secco della pianta; 2) Banisteriopsis caapi: armina, 4,83 mg/g peso secco della pianta; armalina, 0,46 mg/g peso
secco della pianta; tetraidroarmina, 1,00 mg/g peso secco della pianta (1). Dall’analisi di 29 decotti preparati secondo le ricette
tradizionali indigene, invece, sono state ricavate le seguenti concentrazioni medie di principi attivi: DMT, 2,09±3,43
mg/ml; armina, 4,95±5,91 mg/ml; armalina 0,23±0,27 mg/ml; tetraidroarmina 4,71±6,01 mg/ml. Il rapporto medio tetraidroarmina/
armina nei decotti è vicino all’unità, mentre negli estratti puri delle piante è pari a 1:5. Non è chiaro se tale discrepanza
sia da attribuire alla riduzione dell’armina e dell’armalina a tetraidroarmina durante la preparazione dei decotti in
ambiente naturalmente acido, o se, semplicemente, la tetraidroarmina è più stabile al calore rispetto agli altri due alcaloidi (2). La
DMT è una molecola dalle proprietà allucinogene, facilmente e rapidamente inattivata dagli enzimi endogeni monoaminoossidasi
(MAO); gli alcaloidi dell’armala, e cioè l’armina, la tetraidroarmina e l’armalina, invece, sono dei MAO inibitori.
Per tale motivo, solo dalla miscela delle due piante nell’Ayahuasca deriva il manifestarsi delle visioni/allucinazioni a seguito
dell’assunzione del decotto.
Uso storico
Uso storico: Il popolo indigeno del bacino del Rio delle Amazzoni utilizza da tempo immemorabile il decotto della porzione
lignificata e polverizzata delle liane di Banisteriopsis caapi e delle foglie di Psychotria viridis per cerimonie religiose e per
scopi magico-terapeutici. Il più antico oggetto conosciuto legato al cerimoniale dell’Ayahuasca è una coppa ricavata da una pietra
intagliata e decorata con incisioni, trovata nella foresta ecuadoregna e legata alla cultura Pastaza (500 a.c. - 50 d.c.). Ciò
dimostra come l’Ayahuasca sia conosciuta ed utilizzata da almeno 2500 anni.
Uso attuale
Il sincretismo religioso che ha portato allo sviluppo di movimenti quali il Santo Daime, l’União do Vegetal ed il Barquinia, ha
fatto si che queste varie dottrine religiose fondassero le loro basi proprio sull’utilizzo dell’Ayahuasca nelle cerimonie religiose
per indurre stati di allucinazione nel cerimoniere e nei partecipanti ad esse.
Alcuni di questi movimenti hanno trovato seguaci anche in Europa, che si sono scontrati a più riprese con le leggi dei singoli
stati (vedi paragrafo “Legislazione”) proprio a causa dell’utilizzo dell’Ayahuasca nei cerimoniali religiosi.
Negli anni '90 in America e in Europa si sono diffuse pratiche di preparazione e di uso dei cosiddetti “analoghi dell’Ayahuasca”
o "anahuasca": bevande psicoattive ottenute mediante l'impiego di piante talvolta diverse da quelle utilizzate nell’Ayahuasca tradizionale,
ma contenenti i medesimi principi attivi presenti nella coppia di piante originali. Una delle piante più utilizzate in
Europa e in Italia per la preparazione di analoghi dell'Ayahuasca è il Peganum harmala o Ruta siriaca, di cui si utilizzano i piccoli
semi.
Legislazione
In Italia la DMT è inserita in tabella I dell’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope di cui all’art.14 del DPR n. 309/90.
In Italia, si hanno notizie sia di sequestri di Ayahuasca (La Circoscrizione Doganale di Perugia dell’Agenzia della Dogane -
Servizio Antifrode Doganale - Protocollo n.2790 riporta nel settembre 2004 il sequestro di 27 litri di infuso; e nel gennaio 2005
di 7 litri) sia di arresti legati al suo consumo (marzo 2005: sequestrati 40 litri di Ayahuasca, 24 persone colpite da ordinanza di
custodia cautelare secondo il quotidiano on-line di Perugia: www.perugianews.it/). In Europa sono stati emessi diversi provvedimenti
giudiziari nei confronti degli adepti alla setta del Santo Daime (una delle comunità religiose che basano le loro cerimonie
sul consumo della bevanda). In particolare, in Olanda, nell’ ottobre 1999 sono stati arrestati due dirigenti della setta rilasciati
dopo tre giorni di detenzione. Un’istruttoria penale è stata avviata a carico dei due dirigenti, che si è risolta con una sentenza
di assoluzione da parte del Tribunale di Amsterdam nel maggio 2000. Anche in Francia, nel novembre 1999, sono stati arrestati
dirigenti delle Chiese del Daime che sono rimasti in prigione per tre mesi: anche in questo caso, però, la Corte d’Appello di
Parigi, con sentenza del 13 gennaio 2005 ha prosciolto gli imputati con una sentenza che di fatto legalizza in Francia l’uso rituale
dell’Ayahuasca. La DMT è illegale negli Stati Uniti ed è inclusa nella Schedule I drug in the Controlled Substances Act. È
inoltre inserita nell’elenco delle sostanze poste sotto il controllo dell’International Narcotics Control Board attraverso il suo
inserimento nella Schedule I della Convenzione delle Sostanze Psicotrope del 1971. La legalità del consumo di Ayahuasca in
relazione a cerimoniali religiosi è stata a lungo dibattuta in Brasile (patria naturale di religioni quali il Santo Daime) ed infine
intorno alla seconda metà degli anni ottanta, l’Ayahuasca è stata legalizzata solo se il suo consumo è inserito in un contesto
rituale e senza fini di lucro.
Proprietà farmaco-tossicologiche
Le proprietà farmaco-tossicologiche dell’Ayahuasca sono il risultato delle azioni combinate dei diversi principi attivi in essa
contenuti. Il principale agente psicotropo presente negli estratti della Banisteriopsis caapi è la dimetiltriptamina (DMT), un
composto strutturalmente correlato alla serotonina, capace di legarsi ai recettori serotoninergici centrali 5HT2A/2C, a livello
dei quali agisce da agonista.
La DMT sintetica viene solitamente fumata sotto forma di base libera o somministrata per via parenterale. Assunta per queste
vie, la sostanza causa episodi psichedelici intensi, e ad insorgenza immediata (gli effetti compaiono entro 30 sec), che si
manifestano con alterazioni della percezione (della propria identità e della realtà circostante), allucinazioni (gli indios sosten-
gono che l’Ayahuasca è una porta che si apre per permettere al corpo di ricevere l'arrivo di spiriti che producono visioni, in
particolare legate alla giungla e agli spiriti degli animali) e con uno stato di allerta e di vigilanza. Le visioni provocate
dall'Ayahuasca, come per altri allucinogeni, dipendono in parte dal proprio stato emotivo. Tali episodi comunque sono solitamente
di breve durata (5-10 minuti). La DMT agisce anche sul sistema nervoso simpatico causando stimolazione del sistema
adrenergico con incremento della frequenza cardiaca, aumento della pressione sanguigna e midriasi.
La DMT, assunta per via orale viene rapidamente degradata a livello periferico ad opera delle monoamminoossidasi (MAO),
in particolare delle MAO-B.
L’Ayahuasca viene generalmente assunta per via orale ma grazie alla contemporanea presenza nella pianta delle β-carboline
armina, armalina e tetraidroarmina (potenti inibitori delle MAO), la degradazione periferica della DMT viene evitata ed
il principio attivo può giungere intatto a livello centrale ed esplicare la sua azione farmacologica.
Per la DMT, la dose soglia (dopo somministrazione per via endovenosa) alla quale si manifestano gli effetti allucinogeni è
pari a 0,2 mg/kg. Altri effetti causati dalla DMT comprendono un aumento dei livelli plasmatici di: β-endorfina, corticotropina,
cortisolo, prolattina e ormone della crescita (GH); rimangono invece inalterati i livelli di melatonina.
In uno studio effettuato sull’uomo, sono stati valutati gli effetti di una singola somministrazione orale di bassi (0,6 mg di
DMT/kg) ed elevati dosaggi (0,85 mg di DMT/kg) di una bevanda a base di Ayahuasca. L’assunzione della bevanda ha prodotto
significative alterazioni percettive e ha generato uno stato d’animo positivo nei soggetti esaminati. Gli effetti hanno
raggiunto la massima intensità in un periodo compreso tra 1,5 e 2 ore dopo l’assunzione. L’analisi di tipo farmacocinetico
ha evidenziato in media una concentrazione massima serica (Cmax) di DMT, dopo assunzione del dosaggio minore, pari a
12,14 ng/ml e 17,44 ng/ml dopo assunzione del dosaggio più elevato. Il tempo medio intercorso per il raggiungimento del
Cmax (Tmax) è stato di 1,5 ore per entrambi i dosaggi. Il Tmax per la DMT ha coinciso con il picco di effetti soggettivi
riportati.
L’Ayahuasca recentemente è stata presa in considerazione anche per alcune potenziali applicazioni terapeutiche. Gli estratti
della pianta, in presenza di un opportuno contesto psicoterapeutico, si sono mostrati efficaci nel trattamento dell’alcolismo
e della dipendenza indotta dall’abuso di altre sostanze stupefacenti. Inoltre è stato suggerito che l’Ayahuasca possa essere
utile per il trattamento dei disturbi mentali nei quali si sospetta un deficit serotoninergico. Alterazioni di questo tipo sono
stati considerati alla base di una serie di disordini quali depressione, autismo, schizofrenia, deficit dell’attenzione e sindrome
ipercinetica. Pertanto, la somministrazione a lungo termine degli estratti di Ayahuasca potrebbe essere efficace per il trattamento
di queste condizioni patologiche.
L’assunzione regolare del tè di Ayahuasca è stata associata a potenziali effetti immunomodulatori che potrebbero favorire
un’attività di tipo antineoplastica. Al momento tuttavia non esistono sufficienti evidenze scientifiche a supporto di
tale teoria.
L’armina possiede in vitro proprietà anti-parassitarie nei confronti del Tripanosoma lewsii. Questo effetto ha permesso di
razionalizzare l’uso tradizionale dell’Ayahuasca nella profilassi della malaria e di varie altre parassitosi.
Infine, recentemente è stato osservato che l’Ayahuasca è in grado di alleviare i sintomi del morbo di Parkinson. Questo effetto
è stato attribuito alla duplice capacità degli estratti della pianta di inibire le MAO-A, responsabili della degradazione della
dopamina, e di stimolare al contempo il rilascio dello stesso neurotrasmettitore da parte delle cellule nigro-striatali.
Effetti avversi
Essendo dei potenti inibitori delle MAO, le β-carboline possono bloccare la deaminazione della serotonina incrementandone i
livelli cerebrali. Questo effetto sembra essere alla base della sedazione osservata negli utilizzatori della Ayahuasca.
Inoltre, a causa dell’eccessivo incremento dei livelli di serotonina, si può verificare l’insorgenza di una sindrome serotoninergica.
Tale sindrome, che si manifesta con disturbi comportamentali (stati confusionali, ipomania, agitazione), disfunzione del
sistema nervoso autonomo (diarrea, brividi, febbre, sudorazione, alterazioni della pressione arteriosa, nausea, vomito) e alterazioni
neuromuscolari (mioclono, iperriflessia, tremore e difficoltà nella coordinazione dei movimenti), può risultare potenzialmente
fatale (16).
Occasionalmente gli assuntori di Ayahuasca possono manifestare disturbi gastrointestinali con nausea, vomito e diarrea.
In letteratura è riportato il caso di un ragazzo di 25 anni deceduto in seguito all’assunzione di una preparazione a base di
Ayahuasca. Le analisi tossicologiche hanno rivelato la presenza nel sangue del ragazzo di quantità elevate di DMT, armina,
armalina e tetraidroarmina che sono state perciò indicate quali responsabili di questa intossicazione fatale.
Interazioni farmacologiche
Le β-carboline armina, armalina e in minor misura la tetraidroarmina, sono dei potenti inibitori delle MAO. La somministrazione
concomitante di Ayahuasca e di inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) può comportare l’insorgenza di una
sindrome serotoninergica con esiti potenzialmente molto gravi. I pazienti in trattamento con tali farmaci non dovrebbero pertanto
fare uso di tale droga.
Come per gli inibitori delle MAO, deve essere assolutamente evitata l’ingestione concomitante di Ayahuasca e di alimenti ricchi
di tiramina la quale, accumulandosi, induce il rilascio di noradrenalina dai neuroni adrenergici scatenando delle gravi crisi
ipertensive.
Effetti in gravidanza
Non esistono dati sull’uso in gravidanza o durante l’allattamento.
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